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null "Educare gli adolescenti, le nuove sfide educative", presentato il progetto del Garante dei Minori

Del 13/10/2020

"Educare gli adolescenti, le nuove sfide educative", presentato il progetto del Garante dei Minori

“Educare gli adolescenti, le nuove sfide educative”, è il progetto che il garante regionale  per i minori, Ludovico Abbaticchio ha presentato in Aula consiliare.

Il progetto finanziato dall’ufficio del Garante regionale e realizzato da Meridia - Consorzio di cooperative sociali SCS AR.L., è rivolto ai docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado ed è finalizzato alla sperimentazione e promozione di diffusione di buone prassi nelle scuole sul tema della sensibilizzazione e prevenzione dei rischi delle dipendenze patologiche tra gli studenti che frequentano le classi prime e seconde superiori della scuola secondaria, all’interno del territorio regionale.

Le linee di azione, di informazione/formazione e sensibilizzazione/promozione entro le quali si articola il progetto sono le seguenti:

 contrasto all’uso di alcol e droghe;

contrasto alle dipendenze da solitudini virtuali;

 contrasto alle ludopatie (dipendenze da gioco);

 riduzione dei rischi su strada correlati a dipendenze;

 contrasto al cyberbullismo e “odiatori virtuali”;

 analisi dei comportamenti autolesivi e degli indicatori di rischio suicidario nell’età giovanile e successive proposte preventive;

 educazione alla sessualmente e affettività;

 lotta al tabagismo;

 promozione di comportamenti alimentari salutari

 promozione delle life skills.

Il progetto sperimentale, dovrà prevedere interventi incisivi destinati a promuovere una cultura della salute e della prevenzione, migliorando le eventuali condizione di disagio e di malessere e promuovendo una cultura sistemica basata sulla fiducia reciproca, agendo sulla qualità delle relazioni interpersonali, con l’obiettivo di attivare sistemi di aiuto, d’intervento, di supporto e di sostegno.

Lo scopo è quello di sperimentare possibili nuovi modelli di intervento, nel campo in oggetto, di trarne spunti generali e di diffondere le migliori esperienze progettuali, mettendole a fattor comune su tutto il territorio regionale, sulla scorta di valutazioni espresse sul piano della sostenibilità, della efficienza e della efficacia sotto l’aspetto dei risultati raggiunti.

Le proposte presentate dovranno garantire, nel territorio oggetto dell’intervento, un modus operandi standardizzato, ben strutturato e omogeneo, in linea con l’indirizzo della proposta operativa dell’avviso.

Il progetto si rivolge ai giovani studenti che frequentano le classi prime e seconde superiori affinché, attraverso la loro partecipazione attiva, si formino sulle tematiche suddette e diventino essi stessi opinion leader, e quindi formatori dei propri compagni di scuola.

In questo senso, il progetto ha l’ambizione e la finalità di attivare un processo di formazione, a vari livelli, in grado di rendere i giovani protagonisti attivi del loro percorso di crescita. Altro aspetto innovativo del progetto è dato dall’apertura dell’istituzione scolastica al territorio e quindi alla famiglia. Anche i genitori dei ragazzi coinvolti diventano i beneficiari diretti del percorso progettuale.

Grazie alla collaborazione con professionisti delle relazioni di aiuto, essi impareranno ad affrontare tematiche legate alle vecchie e nuove dipendenze.

L’obiettivo sarà quindi lo sviluppo di un percorso trasversale che da un lato coinvolge i giovani con le loro abitudini, i loro linguaggi, le proprie storie, i propri contesti e dall’altro i genitori che a loro volta vivono in un mondo e in un contesto totalmente differenti rispetto a quelli delle nuove generazioni.

Si dovrà pensare, inoltre, a momenti formativi e focus group per addetti ai lavori (assistenti sociali, medici di medicina generale, psicologi, educatori e operatori socio-sanitari).

Così la metodologia innovativa della peer education non solo sarà estesa agli alunni ossia ai peer educator, ma anche ai docenti in quanto destinatari privilegiati.

Ragazzi e docenti insieme si incontreranno periodicamente nel corso dell’anno in spazi comuni messi a disposizione dalla scuola e attraverso la metodologia del focus group confronteranno i paralleli percorsi educativi/formativi di prevenzione e sensibilizzazione.

I progetti dovranno garantire la presenza di operatori qualificati, altamente specializzati in ambito socio-psico-pedagogico e nell’ambito socio-sanitario, in grado di fornire un apporto multi-disciplinare e trasversale.

Le attività saranno strutturate in spazi laboratoriali interattivi e focus group aperti e integrati tra loro o attraverso simulatori.

Alla presentazione del progetto hanno partecipato anche Cinzia Gangale, Responsabile Formazione Meridia , Anna Cammalleri USR Puglia, Giuseppe Elia, Direttore Dipartimento For.Psi.Com UniBa

Vito Montanaro, Direttore Dipartimento Promozione e Salute, Benessere Sociale e Sport - Regione Puglia, Francesca Zampano, dirigente ad interim del servizio minori, famiglie e pari opportunità e Mario Dabbicco, referente regionale Libera Puglia.