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Consegnati gli attestati di formazione ai nuovi tutori volontari di minori stranieri non accompagnati
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Consegnati gli attestati di formazione ai nuovi tutori volontari di minori stranieri non accompagnati
23/10/2019
Comunicato stampa

“Continuate a contaminare la nostra società col germe positivo della solidarietà”, è l’augurio che il vice presidente del Consiglio regionale della Puglia, Peppino Longo, ha rivolto ai 63 tutori volontari di minori non accompagnati, che hanno completato il corso di formazione a cura dell’Ufficio del garante regionale dei minori.
Un’esperienza di formazione inedita in Italia, ha messo in risalto il garante pugliese Ludovico Abbaticchio, presente alla cerimonia di consegna degli attestati insieme ai presidenti dei tribunali per i minorenni di Bari, Riccardo Greco e di Taranto, Bombina Santella. Solo in Puglia è stata sperimentata una formazione che ha visto come docenti rappresentanti degli Ordini professionali dei medici, degli psicologi, degli assistenti sociali, degli avvocati e dei giornalisti. E questo è un piccolo primato per la Puglia, in un Paese ch’è l’unico a porsi il problema dell’accoglienza e assistenza dei minori stranieri. Solo l’Italia li considera una categoria da tutelare e la funzione dei tutori volontari, regolata dalla legge nazionale “Zampa” (n. 47/2017) è assicurare che al minore assegnato venga ricostituito l’accesso ai diritti senza discriminazioni, promuovere il benessere psicofisico, seguire i percorsi di educazione e integrazione, vigilare sulle condizioni di accoglienza, sicurezza e protezione.
Al 30 settembre 2019 la platea dei minorenni stranieri contava 6798 ragazzi (93,8) e ragazze. In Puglia i minori sono 242. I nuovi tutori volontari si aggiungono a quanti già svolgono questa attività “doppiamente meritoria – ha osservato il vicepresidente Longo - per la funzione sociale svolta ed anche e soprattutto nei confronti dell’assistito, da avviare ad un percorso di integrazione, per farne un adulto consapevole dei propri diritti e doveri, per farne un cittadino a pieno titolo”.
E tuttavia la funzione si deve scontrare con mille difficoltà quotidiane e con l’assenza o la distanza dello Stato. Il garante Abbaticchio è un punto di riferimento certo e nel giugno 2018, il Consiglio regionale ha condiviso all’unanimità una mozione che sollecitava modifiche utili a rafforzare la legge Zampa, ha ricordato Longo. È stato, ha detto, “un intervento di carattere politico-istituzionale che al di là del significato oggettivo non ha poi conseguito un risultato, lo Stato ha continuato ad essere poco reattivo davanti alle esigenze di queste figure importanti”, ma resta l’auspicio che “un volontariato disinteressato venga adeguatamente riconosciuta e, ancora di più, sostenuto nelle piccole e grandi difficoltà di ogni giorno”. (fel)
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